Abstract. L’articolo esamina il significato giuridico dell’“applicazione” della recidiva qualificata quando, nel giudizio di bilanciamento ex art. 69 c.p., essa risulti subvalente rispetto alle attenuanti. Viene ricostruito il contrasto tra l’orientamento che riconosce comunque gli effetti indiretti della recidiva e quello che ne esclude ogni rilevanza in assenza di incidenza sulla pena. La questione, ancora aperta, potrebbe trovare soluzione grazie ad una rivisitazione dei rapporti tra fatto storico e fatto tipico circostanziale.
SOMMARIO: 1. Premessa: il problema della recidiva subvalente e il contrasto interpretativo. – 2. Il quadro giurisprudenziale: dalle Sezioni Unite alle sezioni semplici. – 3. Effetti di una circostanza dichiarata subvalente. – 4. Effetti della recidiva. – 5. Recidiva subvalente e fatto storico: natura soggettivo-normativa e implicazioni sul bilanciamento. – 6. Conclusioni: verso una soluzione costituzionalmente orientata.
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.