Articolo  
09 Settembre 2021


La non punibilità del delatore nei reati contro la pubblica amministrazione: "praticabile" compromesso o vera e propria chimera?


Filippo Bellagamba

Il contributo è pubblicato in Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, n. 2/2021. Per accedervi, clicca qui.

Abstract. Valicati i confini del c.d. pentitismo "minimo" nella consapevolezza che soltanto da una premialità "massima", dogmaticamente coincidente con una causa di non punibilità, si sarebbero potuti trarre apprezzabili benefici nel senso dell'emersione di fatti di reato inevitabilmente avvolti dalla cifra oscura per il vincolo di omertà che lega tra loro i concorrenti necessari, si è, tuttavia, dato vita ad una disposizione che sembra destinata a rimanere ai margini del diritto applicato tanto essa è infarcita di requisiti e condizioni che ne limitano, sino ad annullarlo, lo spettro di operatività.

Il presente contributo si propone di analizzare la struttura ed il contenuto dell'art. 323 ter c.p., così come introdotto dalla L. n. 3/2019, segnalandone le criticità ed i punti da emendare, nell'obiettivo di scongiurare il rischio di oberare un ordinamento già pletorico di una nuova previsione dal carattere meramente decorativo o, se si preferisce, simbolico-espressivo.

SOMMARIO: 1. La riferibilità soggettiva dell’esimente. – 1.1. ...E la sua dimensione oggettiva. – 1.2. Il problema dell’estensione analogica dell’art. 323 ter, comma 2, c.p. all’istigazione alla corruzione e ai delitti tentati. – 2. I requisiti del contegno collaborativo: la volontarietà della denunzia e l’ignoranza dell’avvio di un procedimento penale. –  2.1. Lo sbarramento temporale previsto a pena di decadenza. – 2.2. I predicati del contributo probatorio, la messa a disposizione dell’utilità e le condizioni ostative. – 3. Un ausilio “in-diretto” alla fruttuosità della collaborazione dalla prevalente interpretazione della qualifica processuale del denunziante “archiviato”. – 4. Qualche rapsodica notazione conclusiva.

* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.