Articolo  
11 Marzo 2022


La futura Convenzione ONU sul cybercrime e il contrasto alle nuove forme di criminalità informatica


Andrea Mattarella

Abstract. Il progetto Onu sulla futura Convenzione costituisce una ulteriore tappa del processo di internazionalizzazione del contrasto penale, in una fase storica nella quale, per effetto della globalizzazione, le nuove forme di potere, attraverso gli strumenti finanziari e informatici, si liberano di ogni riferimento territoriale, spogliando il potere politico dei suoi tradizionali margini di intervento. Questa crisi del rapporto tra diritto penale, sovranità e territorio, unita alla consapevolezza che alcune categorie di reati, per la loro dimensione e per la difficoltà di accertamento, non possono essere efficacemente represse soltanto all'interno dei confini nazionali, rende indefettibile il passaggio da sistemi penali costruiti su misura dello Stato-nazione ad una dimensione internazionale del contrasto alla criminalità. La dimensione planetaria delle reti telematiche e la potenzialità di illimitata diffusione delle informazioni minacciano il principio della sovranità statale e l’esercizio stesso dei diritti fondamentali. Le organizzazioni criminali di ogni genere occupano stabilmente il cyberspazio, e si giovano della possibilità di occultarsi agevolmente. La stessa attività investigativa soffre limitazioni ed ostacoli dipendenti dai confini territoriali e dalla mancanza di uniformità delle legislazioni nazionali. Da qui l’indefettibilità di un nuovo strumento Onu sulla criminalità informatica che porti ad un’armonizzazione degli ordinamenti e garantisca il rispetto dei diritti fondamentali.

SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. La crescita del cybercrime e la nuova dimensione del crimine. – 3. La Convenzione di Budapest e il ruolo “suppletivo” della Convenzione di Palermo. – 4. L’importanza di una Convenzione Onu in materia di cybercrime – 4.1. Le relazioni presentate dagli Stati e la posizione dei principali “players” globali: gli U.S.A. – 4.2. (segue) Il Regno Unito. – 4.3. (segue) L’Unione Europea. – 4.4. (segue) La Russia. – 4.5. (segue) La Cina. – 4.6. La sorveglianza elettronica: uno strumento di difficile inquadramento. – 5. Conclusioni: i possibili scenari e l’esigenza di tutelare i diritti fondamentali

* Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.