Abstract. L’introduzione della “ragionevole previsione di condanna”, quale criterio per l’esercizio dell’azione penale e quale regola di giudizio per l’udienza preliminare e per quella predibattimentale, induce a domandarsi se la presumibile durata del processo e, quindi, il rischio del maturare della prescrizione possano, insieme alla concludenza degli elementi acquisiti, dare forma alla prognosi sull’esito del giudizio. Il contributo punta a indagare se attribuire rilievo alla “prescrizione prossima” sia compatibile con i dati testuali e di sistema, nonché con i principi sovraordinati, sia in sede di archiviazione, sia in sede di controllo sull’azione penale.
SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Gli «elementi acquisiti». – 3. Il procedimento di archiviazione: i dati testuali e sistematici. – 3.1. La determinazione della durata del dibattimento. – 3.2. L’individuazione della “condanna” rilevante. – 3.3. La “prossimità” della prescrizione. – 3.4. La violazione dei principi sovraordinati. – 3.5. Il rapporto con i criteri di priorità. – 4. Il controllo sulla “domanda di giudizio”: analogie e differenze con l’archiviazione. – 4.1. Uno spazio (contenuto) per la “prescrizione prossima”.
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.