Articolo  
20 Dicembre 2021


Prospettive penalistiche del controllo a distanza sull’attività lavorativa nell’attuale contesto normativo e tecnologico


Attilio Nisco

Abstract. L’art. 4 della L. n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) è tuttora considerato un baluardo a tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore rispetto ai controlli a distanza esercitabili dal datore di lavoro. La sua recente riscrittura ha determinato effetti sulla connessa fattispecie penale, confluita nell’art. 171 del d.lgs. 196 del 2003 (c.d. Codice Privacy). Il presente lavoro intende analizzare la fattispecie penale, mostrandone la complessiva indeterminatezza, emergente soprattutto dal rapporto tra sua attuale formulazione ed impiego di tecnologie idonee sì a conseguire un controllo a distanza del lavoratore, eppure estremamente diffuse (e in certi casi indispensabili) nell’esercizio dell’attività lavorativa. In tale prospettiva diviene essenziale, anche in chiave penalistica, chiarire quali strumenti di potenziale controllo a distanza siano esenti dalle autorizzazioni previste dall’art. 4 St. lav. e quale sia la natura penalistica di tali esenzioni. È inoltre necessario considerare l’eventuale spazio applicativo di istituti scriminanti di problematico inquadramento, come i c.d. “controlli difensivi”, anche in accordo con la giurisprudenza della Corte EDU in materia. Infine, il contributo si sofferma sui nessi tra controlli a distanza e responsabilità amministrativa degli enti, distinguendo i profili attinenti alla predisposizione di modelli organizzati ante delictum da quelli connessi all’attività di indagine interna all’ente, disposta successivamente al verificarsi di un’infrazione. Con riferimento a tale ultima ipotesi, nell’ottica dell’introduzione di una disciplina organica delle indagini interne, viene evidenziato il problematico coordinamento tra tutela dei lavoratori e diritto di difesa dell’ente.

SOMMARIO: 1. Premessa: breve retrospettiva e ragioni di un rinnovato interesse penalistico per l’art. 4 St. lav. – 2. La vigente fattispecie penale e la sua contorta previsione. – 3. La centralità del momento procedurale: conseguenze sulla tipicità ed offensività del fatto. – 4. La problematica delimitazione degli strumenti di controllo. – 5. Innovazione tecnologica e (in)determinatezza della fattispecie. – 5.1. Strumenti di lavoro e tecnologie informatiche: una breve rassegna. – 5.2. Mutamento del contesto della prestazione e dubbi sulla tenuta della fattispecie – 6. I controlli difensivi. – 6.1. Inquadramento nelle cause di giustificazione e utilizzabilità dei dati conseguiti attraverso il controllo – 6.2. Le indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: il fine legittimo di accertare reati e i nodi irrisolti del bilanciamento. – 7. Responsabilità degli enti e controlli a distanza: considerazioni preliminari. – 7.1. Modelli organizzativi e compliance digitale. – 7.2. Il nesso problematico con le indagini interne. – 8. Rilievi conclusivi.

* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.