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Abstract. L’elaborazione del ne bis in idem nei doppi binari ha lasciato per lungo tempo in ombra il valore della decisione liberatoria definitiva nel procedimento parallelo. Su questo profilo interviene la riforma tributaria del 2024, spostando però il baricentro dalla preclusione del secondo procedimento alla circolazione degli accertamenti. Ne risulta tuttavia un modello asimmetrico: valore probatorio dell’accertamento tributario nel processo penale; efficacia di giudicato di determinate assoluzioni penali nel processo tributario. Il nuovo assetto viene esaminato attraverso la «proporzionalità ponderata», criterio elaborato dall’autrice in un precedente lavoro monografico per distinguere, nei sistemi a binario multiplo, gli effetti del proscioglimento in ragione del contenuto della decisione e dell’autorità da cui proviene. Le stesse variabili riemergono nel nuovo assetto con una funzione diversa: non più decidere se il secondo procedimento possa proseguire, ma determinare la forza che l’accertamento formatosi nell’uno assume nell’altro. Le soluzioni normative adottate per rafforzare il coordinamento tra i due procedimenti pongono, tuttavia, questioni non meno complesse e divisive di quelle che la riforma intendeva risolvere, confermando che la decisione liberatoria rappresenta il vero banco di prova dell’instabile equilibrio tra autonomia dei giudizi e coerenza degli esiti.
SOMMARIO: 1. La decisione liberatoria: il punto cieco del ne bis in idem dei doppi binari. – 2. Il nuovo modello di raccordo tra procedimento penale e procedimento tributario. – 3. Dal divieto di bis in idem all’efficacia di giudicato della sentenza di assoluzione: la scelta dell’art. 21-bis. – 4. Oltre l’insussistenza del fatto: il problema delle cause di giustificazione. – 5. Cosa rivela la rilevanza delle assoluzioni ex art. 530 comma 2 c.p.p. – 6. L’efficacia del giudicato alla prova dell’autonomia del processo tributario. – 7. La decisione tributaria nel processo penale e l’asimmetria nella circolazione degli accertamenti.
* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.