Abstract. Originariamente introdotta nel nostro ordinamento come strumento di contrasto alla criminalità organizzata di tipo mafioso, la prevenzione c.d. "mite" ha conosciuto, negli ultimi anni, una significativa evoluzione sul piano applicativo, essendo stata impiegata, in particolare nel distretto milanese, per reagire celermente ed efficacemente a gravi episodi di c.d. "caporalato grigio" verificatisi all'interno di settori produttivi di rilevanti dimensioni. La parziale rimodulazione applicativa della prevenzione patrimoniale non ablatoria ha sollecitato l'attenzione degli interpreti, divisi fra chi ha elogiato il processo di modernizzazione dell'amministrazione giudiziaria intrapreso dalla giurisprudenza e chi, al contrario, vi ha intravisto possibili interferenze con il d.lgs. n. 231/2001. Il presente contributo si propone l'obiettivo di indagare proprio i rapporti tra prevenzione "mite" e responsabilità da reato degli enti, verificando, tanto sul piano normativo quanto su quello applicativo, se - ed eventualmente dove - i due sistemi, pur così apparentemente lontani tra loro, tendano a sovrapporsi e farsi concorrenza a vicenda.
SOMMARIO: 1. Introduzione. - 2. All’origine della prevenzione “mite”: la sospensione temporanea dall’amministrazione dei beni connessi ad attività economiche. - 3. La prevenzione “mite” nella sua attuale configurazione. - 3.1. L’amministrazione giudiziaria. - 3.1.1. Da misura strettamente antimafia a generale strumento di contrasto dell’illegalità d’impresa. – 3.2. Il controllo giudiziario. - 4. Misure di prevenzione “mite” e responsabilità da reato degli enti allo specchio. - 5. I punti di convergenza tra prevenzione “mite” e responsabilità da reato degli enti. - 5.1. La comune dimensione finalistica general e specialpreventiva. - 5.2. L’ambito di applicazione a tratti coincidente. - 5.2.1. Reati-presupposto nel “sistema 231” e reati richiamati dagli artt. 34 e 34-bis cod. antimafia. - 5.2.2. L’ipotesi dell’impresa vittima. - 5.2.3. L’ipotesi dell’impresa agevolatrice. - 5.2.3.1. L’escamotage dell’agevolazione “colposa”. – 5.3. La sovrapponibilità di una parte dei rispettivi contenuti. - 6. I punti di divergenza tra prevenzione “mite” e responsabilità da reato degli enti. - 6.1. La divergenza rispetto agli standard probatori. - 6.2. La divergenza rispetto alle garanzie difensive. - 7. Il controllo penale delle attività economiche, tra legalità incerta e arbitrio giurisprudenziale. - 8. Possibili scenari de iure condendo.
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.