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23 Marzo 2020


Irretroattività e libertà personale: l'art. 25, secondo comma, Cost., rompe gli argini dell'esecuzione penale

Nota a Corte cost., sent. 12 febbraio 2020, n. 32



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SOMMARIO: 1. La primavera silenziosa della Costituzione penale. – 2. L’estensione dell’art. 4-bis ord. pen. ai reati contro la P.A. e il regime del tempus regit actum. – 3. L’approccio sostanzialistico al problema dell’esecuzione penale e le indicazioni della giurisprudenza europea. – 4. Orientamenti giurisprudenziali contrastanti, tra letture tradizionali, interpretazione conforme e questioni di legittimità costituzionale. – 5. La svolta storica della sentenza n. 32 del 2020. – 5.1. L’accoglimento interpretativo e l’incostituzionalità del “diritto vivente”. – 5.2. La “rimeditazione” dell’art. 25/2 Cost. e l’insediamento ermeneutico delle sollecitazioni europee e comparatistiche. – 5.3. Gli argomenti di diritto comparato. – 5.4. La doppia anima del principio di irretroattività, tra istanze di protezione individuale e prééminence du droit. – 5.5. Il ravvisato contrasto anche con l’art. 24 Cost. – 6. Dentro la ratio decidendi: il distinguo tra istituti esecutivi, alla luce degli effetti di “trasformazione della natura della pena, e della sua concreta incidenza sulla libertà personale del condannato”. – 6.1. La tassonomia della Corte: affidamento in prova, liberazione condizionale, detenzione domiciliare e semilibertà. – 6.2. L’esclusione di permessi premio e lavoro all’esterno: profili problematici. – 6.3. L’irretroattività del divieto di sospensione dell’ordine di esecuzione (art. 656, comma 9, c.p.p.) e il destino delle “norme processuali ad effetti sostanziali”. – 7. I perduranti dubbi di “ragionevolezza intrinseca” del catalogo del 4-bis. – 7.1. Presunzioni legali di pericolosità e bilanciamento con la finalità rieducativa della pena. – 7.2. L’assoluta inconsistenza del radicamento empirico della presunzione di pericolosità per i delitti contro la P.A. inclusi nel 4-bis. – 8. Profili di perdurante rilevanza, attuale, prossima e futura. – 9. L’ossessione custodiale e l’ostinata indifferenza della politica.

* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.