Abstract. La tendenziale stabilità dell’imputazione in giudizio è garanzia di difesa. Il pubblico ministero può intervenire sull’imputazione specificando, nei casi di reati permanenti, la cessazione della permanenza ove ciò non abbia fatto al momento dell’esercizio dell’azione. La chiusura della contestazione impedisce che l’accertamento si svolga per l’arco temporale che intercorre tra il momento di inizio della consumazione e la pronuncia della sentenza di primo grado. Il restringimento dello spazio temporale dell’imputazione può avere conseguenze sul piano della tenuta dei diritti dell’imputato e richiede una riflessione in merito ad eventuali limiti del potere del pubblico ministero di rimaneggiare in corso di giudizio l’accusa.
SOMMARIO: 1. Esigenze dell’accertamento e unicità del reato permanente. – 2. Gli interventi del pubblico ministero sulla imputazione temporalmente indefinita. – 3. La giurisprudenza di legittimità sulla riduzione dell’imputazione in giudizio. – 4. Quali limiti alla chiusura della contestazione? – 5. I rimedi contro le indebite chiusure della contestazione aperta. – 6. Una considerazione finale.
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.
Marianna Biral
Isadora Neroni Rezende
Cosimo Emanuele Gatto
Alessandra Santangelo
Irene Milazzo
Giulia Lasagni
Laura Bartoli
Antonio Pugliese
Vanessa Maraldi
Michele Caianiello



Giuseppe Santalucia