Abstract. Il contributo analizza le prospettive di riforma dell’art. 609-bis c.p. oggi in discussione, soffermandosi sull’alternativa tra assenza di un consenso libero e presenza di una volontà contraria. Particolare attenzione è dedicata alla “zona grigia” dell’autodeterminazione sessuale: assunzione di sostanze, inferiorità psichica, prevaricazione, inganno, sperequazioni posizionali e esperienziali. L’analisi mostra come il vero nodo non risieda nella contrapposizione semantica tra consenso e dissenso, enfatizzata ben al di là di quanto sarebbe ragionevole, ma nella necessità di operare una riforma radicale che, lungi dal limitarsi all’icastico posizionamento del consenso, comunque declinato, nella fattispecie base di violenza sessuale, sappia fornire soluzioni finalmente adeguate a coniugare la ragionevolezza delle scelte con la tenuta dei principi fondamentali.
SOMMARIO: 1. Una riforma annunciata: consenso e paradigmi simbolici. – 2. Una norma “sbagliata”. L’art. 609-bis c.p. al vaglio della giurisprudenza. – 3. Tra libero consenso e volontà contraria. – 4. Inattese convergenze. – 5. Sulla tipizzazione del consenso. – 5.1 Gli incerti limiti del consenso nell’elaborazione giurisprudenziale. – 6. Le prospettive di riforma al confronto con la “zona grigia”. a) L’assunzione di sostanze tra approfittamento e intangibilità sessuale. – 6.1. b) L’inferiorità fisica o psichica. – 6.2. Le due ipotesi a confronto. – 6.3. c) La prevaricazione e l’inganno. – 6.4. d) La sperequazione esperienziale e posizionale. – 7. Riscrivere l’art. 609-bis c.p.: un ombrello sotto il temporale?
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.



Giuliano Balbi