Cass., Sez. Un., 16 ottobre 2025 (ud. 29 maggio 2025), n. 34036, Presidente M. Cassano, Rel. A. Corbo
Segnaliamo ai lettori il deposito delle motivazioni delle Sezioni Unite, qui allegate, relative alla qualificazione del dipendente di Poste Italiane s.p.a. addetto alla gestione e alla vendita di prodotti derivanti dalla raccolta del risparmio postale quale incaricato di pubblico servizio, ex art. 358 c.p.
Le Sezioni Unite, dirimendo il contrasto emerso nella giurisprudenza di legittimità, hanno aderito alla tesi pubblicistica, affermando che «l’attività di raccolta del risparmio postale, ossia la raccolta di fondi attraverso libretti di risparmio postale e buoni postali fruttiferi effettuata da Poste italiane s.p.a. per conto della Cassa depositi e prestiti, costituisce prestazione di un pubblico servizio».
Ne consegue che «l'operatore di Poste italiane s.p.a. addetto alla vendita e gestione dei prodotti derivanti dalla raccolta del risparmio postale, e segnatamente da libretti di risparmio postale e da buoni postali fruttiferi, nello svolgimento di tale attività, riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio»: la condotta appropriativa di costui può dunque integrare il reato di peculato ex art. 314 c.p.
(Sara Prandi)


